La frisa salentina: tutto il buono del Salento in un piatto

Un tempo il pane dei poveri, vero e proprio simbolo del Salento, la frisa salentina fa la sua apparizione addirittura ai tempi delle Crociate. Questo prodotto,simbolo della mia terra e noto come il “pane dei crociati“, veniva utilizzato dai cavalieri durante la traversata per la Terra Santa in quanto si conservava a lungo e bastava bagnarlo con un po’ di acqua di mare per renderlo commestibile. Ma se vogliamo ascoltare la voce della leggenda, la ricetta della frisella fu portata in Italia da Enea quando sbarcò sulle coste di Porto Badisco. 

Il “Pane dei crociati” diventa una delle specialità gastronomiche salentine più amate

Piatto fresco e genuino, consumato principalmente dai contadini e dal popolo, la frisa di grano duro diventa ben presto un piatto apprezzato anche dalle famiglie benestanti. E’ un pane biscottato che si ottiene dalla lievitazione di un impasto a base di farina di grano o di orzo con acqua, lievito e sale che viene lavorato a mano fino ad ottenere una forma a spirale tipo tarallo. Una volta sfornato il “tarallo“, questo viene tagliato in orizzontale con uno spago in tanti pezzi che poi vengono nuovamente infornati per togliere l’acqua in eccesso così da biscottarli. 

La frisella salentina è un piatto tipicamente estivo, fresco e genuino. I pescatori la bagnavano direttamente nell’acqua del mare e ancora oggi molti usano fare così soprattutto durante una gita in barca. Il condimento classico è quello che amo di più e prevede pomodorini, olio e sale con l’aggiunta a volte di rucola o basilico. Ma la fantasia non ha limiti! La frisa si presta a condimenti ricchi di ogni ben di dio! Verdure di stagione grigliate, tonno, mozzarella, capperi, olive, formaggi e sott’oli. Insomma, ognuno può inventare la sua frisella scegliendo il condimento preferito.

Semplice e gustosa, la frisa salentina crea dipendenza!

La frisa salentina crea dipendenza, non c’è dubbio. Vi sfido a venire in Salento e a non partire con la valigia piena di pacchi di friselle! Le “friseddhe” come le chiamiamo noi salentini nel nostro dialetto, vanno mangiate rigorosamente con le mani, dunque non fatevi vedere con la forchetta in mano quando mangiate una frisa! Nei dintorni di Otranto, dove sorge la mia Masseria, potrete trovare i forni migliori dove acquistare questa prelibatezza gastronomica locale.

Se verrete a trovarmi, sarà mio grande piacere farvi gustare le friselle che i miei ospiti, dopo averle assaggiate, chiedono anche a colazione!

Vi aspetto.

Claudia